

Sintesi della tradizione
Sekhmet è una dea egizia il cui volto di leonessa esprime la forza temibile del sole. Poteva portare malattie e pericoli, ma veniva invocata anche per ottenere protezione e guarigione. Il suo nome si interpreta solitamente come «la Potente».
Racconti e contesto
Brevi racconti e approfondimenti, con le fonti indicate qui sotto.
File di statue di Sekhmet si trovavano nei templi costruiti da Amenofi III. Le iscrizioni chiedono alla dea di proteggere il re. Anche seduta e immobile, ogni leonessa sembra continuare a vegliare.
Nel racconto della distruzione dell'umanità, l'Occhio adirato del dio solare assume forma di leonessa. Si versa sul terreno birra tinta di rosso. La dea beve e la violenza finisce.
I sacerdoti di Sekhmet erano legati all'arte della guarigione. La stessa dea temuta perché inviava malattie poteva essere pregata di trattenerle. Pericolo e protezione appartenevano a un'unica potenza divina.
Un disco solare sovrasta spesso la testa di Sekhmet. A Menfi formava una famiglia divina con Ptah e Nefertum, anche se i racconti egizi sugli dèi cambiavano da un luogo all'altro.
Fonti e stato editoriale
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