

Sintesi della tradizione
Ryūjin significa «divinità drago». Le tradizioni giapponesi collegano gli dei drago a mari, fiumi, pioggia e acque sotterranee. Le storie immaginano spesso uno splendido palazzo sotto il mare, ma le credenze locali non descrivono tutte un unico sovrano con la stessa biografia.
Racconti e contesto
Brevi racconti e approfondimenti, con le fonti indicate qui sotto.
Il culto dei draghi in Giappone unisce credenze locali sull'acqua e tradizioni buddhiste. Preghiere per la pioggia e cerimonie in riva al mare appartengono a questa storia, plasmata da comunità la cui vita dipende dall'acqua.
Nella storia dell'amo perduto da Hoori, il dio del mare accoglie il giovane nel suo palazzo. L'amo viene infine trovato nella gola di un pesce. Le versioni successive identificano spesso questo ospite del mondo sommerso con Ryūjin.
Il dio del mare dona a Hoori due gioielli: uno fa salire la marea, l'altro la fa ritirare. Tornato sulla terra, Hoori li usa nel conflitto con suo fratello. Sono doni potenti, il cui uso ha conseguenze.
I racconti del palazzo del drago portano gli esseri umani in un mondo di solito nascosto sotto le onde. Il visitatore, chi lo accoglie e il motivo del viaggio cambiano da una storia all'altra; il mare resta un luogo di meraviglia.
Fonti e stato editoriale
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